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Asst Mantova nella rete formativa universitaria di Brescia

Bertolaso firma accordo

Tipologia: News

Asst Mantova nella rete formativa dell’Università degli studi di Brescia. Lo prevede il protocollo d’intesa siglato il 13 aprile a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e dai rettori delle sette Università lombarde con facoltà di medicina.  

Con questo protocollo la rete formativa regionale si estende a tutti gli enti del sistema sanitario regionale (Ats, Asst, Irccs, Areu) e viene ampliata la rete dei poli universitari clinico-assistenziali, includendo nuove Asst tra le quali Mantova. Il documento ha ricevuto il via libera definitivo dalla Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Lombardia.

Sono molto orgogliosa di questo importante traguardo, raggiunto grazie alla collaborazione con il rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli - commenta il direttore generale di Asst Mantova Anna Gerola - l’ingresso nella rete del polo universitario di Brescia rappresenta una grande opportunità di crescita per la nostra azienda sia sul piano dell’assistenza clinica, vista la possibilità di contare sulla presenza nelle nostre strutture di giovani medici specializzandi, sia per la ricerca scientifica. Il protocollo consente di consolidare ulteriormente una collaborazione già molto intensa con l’ateneo, per i corsi di studio delle professioni sanitarie con sede a Mantova”.

Il rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli precisa: “L’ingresso della ASST Mantova nella nostra rete formativa rappresenta un traguardo fondamentale che consolida la visione strategica di radicamento territoriale della nostra università. Grazie al protocollo d’intesa siglato con Regione Lombardia, potenziamo una sinergia già proficua tra mondo accademico e sistema sanitario, che comprende didattica, ricerca scientifica e assistenza clinica. Il nostro obiettivo è offrire ai giovani medici una formazione d’eccellenza e profondamente pratica, che sia orientata ai bisogni reali della comunità”.

I PUNTI CHIAVE DELL’ACCORDO

L’accordo punta su una maggior collaborazione tra ospedali e università, una formazione dei medici più pratica e legata ai bisogni del territorio e una ricerca scientifica che arrivi più velocemente al letto del paziente.

Si uniscono le forze per garantire maggiore presenza medica nei reparti: i giovani specializzandi anche se ancora in formazione potranno offrire al contempo un supporto fondamentale nelle corsie degli ospedali di tutta la rete regionale. Il patto favorisce inoltre la gestione del personale medico impegnato nel doppio ruolo di clinico e docente. Grazie a regole più chiare e a una regia comune, si riducono si ottimizzano le risorse umane e formative.

“Questo protocollo rafforza in modo concreto la collaborazione tra il mondo accademico e la rete del sistema sanitario di Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore Guido Bertolaso – introducendo una programmazione condivisa delle attività di didattica, ricerca, formazione e assistenza clinica. Una delle novità più importanti è l’ampliamento della rete degli ospedali che, una volta accreditati come sedi didattiche, potranno accogliere i medici specializzandi. Questo permetterà di valorizzare maggiormente la presenza di giovani professionisti già qualificati anche nelle strutture del territorio, contribuendo a rafforzare servizi in alcune specialità particolarmente delicate. Si tratta di un lavoro di squadra costruito insieme alle università lombarde, che ci consentirà di coordinare meglio le attività formative e di ricerca e, allo stesso tempo, di programmare con maggiore efficacia le esigenze del nostro sistema sanitario”.


Foto di Lombardia Notizie

Ultimo aggiornamento: 16/04/2026